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Alla Fondazione ATM di Milano donata dagli Eredi Baj di Como la foto storico-pubblicitaria del miglior Panettone d’Italia – Il blog di Carlo Franza

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Alla Fondazione ATM di Milano donata dagli Eredi Baj di Como la foto storico-pubblicitaria del miglior Panettone d’Italia – Il blog di Carlo Franza

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10Dic 21

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Alla Fondazione ATM di Milano donata dagli Eredi Baj di Como la foto storico-pubblicitaria del miglior Panettone d’Italia

Alla Fondazione ATM di Milano (Via Farini 9)   c’è stata in questi giorni la “Donazione Opera Monumentale Fotografia-Pubblicità “PANETTONI  G. BAJ SU TRAM”, che rientra in un progetto artistico internazionale, “NUOVO ATLANTE DELLE ARTI”, per la FONDAZIONE ATM di MILANO, istituzione attestata internazionalmente, che focalizza l’attenzione su taluni eventi che raccontano il ‘900 e che la vedono coinvolta. La cerimonia è avvenuta ieri 9 dicembre 2021 alle ore 16,30   ed ha visto coinvolti con gli Eredi Baj di Como, il Presidente della Fondazione ATM Giuseppe Natale,  Francesco Caroprese  Vice Presidente dell’Ordine Giornalisti della Lombardia  e  il sottoscritto -Prof. Carlo Franza- come Storico delle Arti  Contemporanee. L’esposizione permanente vede la donazione di una grande opera fotografica, storica, datata  fine ‘800/ ‘900, capace di campionare il percorso singolare di questa illustre Azienda Italiana.

“Le pubblicità sui tram sono nate poco dopo i tram stessi, a metà dell’Ottocento. Quando i mezzi sono stati elettrificati e sono diventati più lunghi e larghi, si sono ampliate anche le possibilità di ospitare inserzioni pubblicitarie. Per molti decenni le inserzioni si sono limitate a cartelloni   posti a fianco o sul tetto del tram.  E’ stato così anche per Baj Panettoni come nella foto che fa leggere il TRAM della Linea 91 di Milano. La pittura dell’intera facciata era riservata ai mezzi speciali, per caratterizzarli meglio. Nella seconda metà dell’Ottocento la più che secolare azienda dolciaria della famiglia Baj consisteva nella produzione di confetteria e cioccolato, nella commercializzazione di dolci, vini e liquori, ma divenne famosa in Italia e nel mondo soprattutto per la produzione di panettoni. Il panettone divenne l’elemento principale nelle pubblicità e il tema dominante delle copertine di cataloghi e pubblicazioni promozionali. Le stesse confezioni in metallo dei prodotti di confetteria pubblicizzavano il panettone quale principale e caratteristica produzione della Casa. Il padiglione di Giuseppe Baj all’Esposizione Internazionale di Milano del 1887. Il Panettone Baj fu considerato per decenni il migliore di Milano, fatto ufficialmente attestato dalla vincita di premi e medaglie. Per esempio guadagnò il primo premio alle esposizioni di Milano del 1881 e 1887. Confezione di fine ‘800 per Panettone da 2 kg. Il logo di questa confezione e il fregio sul coperchio sono stati adottati per l’incarto del Panettone Baj, produzione 2016. L’antichità delle produzioni dolciarie della famiglia Baj si deduce da alcuni documenti in possesso degli attuali eredi, che fanno risalire gli inizi dell’attività al 1768. A livello popolare si deve registrare lo slogan, riportato da molte fonti, che risuonava nella testa dei milanesi tra Ottocento e Novecento: “Quando a Milano non vi era ancora il tramvaj già si gustava il Panettone Baj ”. All’epoca il panettone era un dolce consumato tutto l’anno. Per questo nelle pubblicità veniva sempre rimarcato che “La pasticceria e confetteria Giuseppe Baj ha sempre pronta e freschissima la specialità tutta milanese del panettone”. Giuseppe Baj, che aveva sedi secondarie a Genova e in Svizzera, esportava regolarmente panettoni nell’intero continente europeo, in Russia, in America e perfino in Australia. La Confetteria Baj in piazza del duomo. Trasferitasi da Via Broletto, la Confetteria Baj, divenne un elemento caratterizzante della più celebre piazza milanese, punto di ritrovo del “bel mondo”, meta di visitatori e turisti. Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo era un assiduo frequentatore della Confetteria Baj. “Covo” di futuristi.  La Confetteria Baj era frequentata da artisti, musicisti e letterati, che la citarono o descrissero in molte delle loro opere. Aveva per esempio come cliente fisso il fondatore del Futurismo Filippo Tommaso Marinetti, che a Natale spediva ad amici e collaboratori un panettone Baj con copie della sua rivista “Poesia”.  Marinetti, nelle sue memorie, parla della volontà di costruire un «panettone gigante della bontà e della veloce digestione, destinato a fugare la preistorica pastasciutta», di sei metri di diametro e due di altezza.

Giuseppe Baj. Veniamo ora all’“offellajo” Giuseppe Baj. Nato nel 1839, lavorò fin da giovanissimo nella pasticceria di famiglia, dove si produceva panettone da tempo immemorabile (documenti risalenti alla fine dell’Ottocento attestano l’inizio dell’attività al 1768). Partecipò ventenne, come volontario garibaldino, nei Cacciatori delle Alpi, alle gloriose campagne per l’Unità d’Italia del 1859 e 1860. Nel 1872 la Confetteria Baj si spostò in Piazza del Duomo, avviando contestualmente un’intensa attività di produzione e commercio di panettoni, cioccolato e altri prodotti dolciari, in uno “stabilimento a forza idraulica ed a vapore”. Giuseppe Baj fu premiato nel 1887 come il migliore produttore di panettoni di Milano. La ragione fu identificata dai milanesi nel fatto che il “punto-vendita” beneficiava dello sguardo della Madonnina, trovandosi proprio ai piedi della guglia più alta del Duomo, ma la vera ragione risiede probabilmente nel fatto, universalmente riconosciuto, che Baj fu uno dei primissimi a elevare il panettone dal livello di produzione artigianale e diffusione locale alla produzione di elevati quantitativi, con una consistente diffusione nazionale e internazionale e un’estesa pubblicizzazione del prodotto “panettone” in generale, mantenendo un altissimo livello di qualità. Così facendo Giuseppe Baj, con gli altri produttori milanesi di alto livello dell’epoca, pose le basi per lo sviluppo che avrà l’intero comparto nella seconda metà del Novecento. L’antichità e notorietà dell’attività di Giuseppe Baj si deduce anche dallo slogan che risuonava nella testa di tutti i milanesi tra Ottocento e Novecento: “Quando a Milano non vi era ancora il tramvaj già si gustava il Panettone Baj ”. Giuseppe Baj ebbe la “fortuna” di non dover assistere all’olocausto della Grande Guerra e alla conseguente interruzione dei commerci internazionali, poi seguita da politiche autarchiche, con l’inevitabile riposizionamento del panettone quale dolce perlopiù italiano. Il Panettone Baj continuò a essere prodotto negli anni Trenta da alcuni dei figli di Giuseppe, tra cui Alfredo, nonno di Cesare Baj, ma a un livello ben lontano dai fasti del passato, fino a estinguersi verso la fine del decennio, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Dal dopoguerra il dolce milanese poté tornare a offrire momenti di felicità gustativa nelle case di tutto il mondo, ma per rivedere il Panettone Baj si è dovuti giungere al 2016,  da quando Tomaso Baj ha ridato vita a un marchio che  oggi fa onore a Milano, alla Lombardia, all’Italia e all’Europa.”

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Carlo Franza

 

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