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Katia Da Ros (Irinox), lady del freddo: «Più donne ai vertici per la ripresa»


Katia Da Ros (Irinox), lady del freddo: «Più donne ai vertici per la ripresa»Katia Da Ros (Irinox), lady del freddo: «Più donne ai vertici per la ripresa» Katia Da Ros

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L’hanno chiamata «la signora del freddo» e lei stessa dichiara: «La freschezza è la nostra ossessione». Ma Katia Da Ros, amministratrice delegata di Irinox, è innanzitutto un’eclettica imprenditrice di seconda generazione che ha studiato a Cà Foscari e ad Harvard, lavora nell’associazionismo sul territorio, ama l’arte contemporanea e cita Tolstoj, parafrasandolo: «Tutte le aziende di successo si assomigliano, quelle di insuccesso sono fallite ciascuna a modo suo». Ha un principio: «Senza specializzazione non si avanza». Ed è prudente: «Niente azzardi». Pensa che se l’Italia può ambire a una ripresa duratura è per il traino delle aziende familiari sane: «Sono portatrici di valori e resilienti, come alberi piantati su una montagna che con le radici bloccano le frane».

La proposta

Mario Draghi, presidente del ConsiglioMario Draghi, presidente del ConsiglioAl presidente del Consiglio Mario Draghi chiede un incentivo per fare evolvere la governance delle aziende familiari: «Un intervento fiscale che favorisca l’inserimento di consiglieri indipendenti e donne. Per esempio, deducendone i compensi dalle tasse». Del green pass Da Ros pensa che sia «una scelta obbligata, non solo in azienda ma per tutte le attività». Figlia unica di Florindo che fu cofondatore dell‘azienda veneta 32 anni fa, madre di Giorgia che ha 19 anni, Da Ros è nel consiglio direttivo dell’Aidaf, l’associazione delle imprese familiari. Guida una multinazionale tascabile.

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I clienti internazionali

Jeff Bezos, fondatore di AmazonJeff Bezos, fondatore di AmazonLa sua azienda, selezionata tra i Champions di ItalyPost per L’Economia, è stata allevata in Elite, l’incubatore di Borsa Italiana. È in ripresa dopo la frenata della pandemia. Produce abbattitori di temperatura destinati a grandi chef e gruppi mondiali, oltre a frigoriferi tecnologici e macchine di surgelamento «con cui puoi surgelare senza che perda fragranza persino un cannolo siciliano». Serve negli Usa Amazon, Google, Uber e LinkedIn, nel mondo gli hotel Four Seasons e il Cipriani, in Italia fra gli altri i ristoranti Aimo e Nadia, il Trussardi, il D’O di Davide Oldani, l’Enoteca Pinchiorri. L’ultimo lavoro è stato ampliare tecnologicamente la cucina dello stellato bergamasco Da Vittorio. Ai grandi gruppi internazionali gli abbattitori della Irinox servono per le mense aziendali — per esempio, Google a New York, Uber a San Francisco, Amazon a Seattle — o per consegnare pasti freschi a domicilio, com’è il caso di Amazon Fresh nel Massachusetts, aggiunta ai clienti di recente.

I grandi chef

Davide Oldani, proprietario del ristorante D’ODavide Oldani, proprietario del ristorante D’O«All’inizio gli chef erano scettici sugli abbattitori, dicevano: non mi serve — ricorda —. Cucinavano la mattina per servire la sera. Ma c’è stata un’evoluzione nel concetto di conservazione. Anche in casa, non sempre c’è il tempo di fare la spesa. Abbattere ti consente di conservare più a lungo la materia prima, persino l’insalata, e far durare il triplo i piatti cucinati senza cambiare qualità e sapore».

La strategia

Il capitale di Irinox è diviso fra Katia Da Ros, con il padre presidente (70% insieme) e i soci veneti Luigino Granziera (20% con la famiglia) e Claudio Tonon (10% con la famiglia), i cui figli Serena e Marco lavorano in azienda. «Siamo pionieri, innovatori e specialisti», dice Da Ros. Gli abbattitori rapidi, che Irinox ha inventato e marchiato made in Italy, ora sono prodotti anche per il consumo domestico. Servono per mantenere gusto e temperatura a cibi preparati in anticipo, persino un risotto. «Ora si lavora sul consumo energetico e sulla sostenibilità — dice Da Ros — . Usiamo per i frigo e per gli abbattitori il gas freon R290, ecologico: siamo riusciti ad abbinarlo alle potenze. Abbiamo registrato il brevetto Multicircuito nel 2019, le prime macchine sono uscite in questi mesi. Con la linea Multifresh Next abbiamo aumentato la velocità di raffreddamento del 30% e ridotto i consumi fino al 40%».

I conti

Nel 2020, l’anno del Covid che ha colpito la ristorazione, la Irinox ha chiuso il bilancio con un calo dei ricavi dell’8% a 43,5 milioni, un utile netto consolidato di 1,76 milioni, una posizione finanziaria netta dichiarata di 5 milioni. Ora vede un’accelerata a doppia cifra. «Quest’anno torneremo sopra i 50 milioni con un incremento del 25% — dice la ceo — . Abbiamo un piano di crescita per linee interne che chiuderemo con un anno di anticipo, contiamo di toccare i 60 milioni nel 2022 e non nel 2023». Con circa 300 dipendenti Irinox ha tre stabilimenti in provincia di Treviso , a Corbanese di Tarzo, Vittorio Veneto e Conegliano, per 23 mila metri quadri.

L’espansione

Ne sta costruendo un altro, «5 mila metri quadrati a Vittorio Veneto entro l’anno prossimo, per gli abbattitori», dice Da Ros. Esporta il 65 per cento dei ricavi, dichiara la ceo, soprattutto negli Stati Uniti, in Germania e in generale nel centro Europa. Ha sedi commerciali negli Usa («Da 17 anni») e in Francia, in Germania, a Dubai e Singapore, «aperte negli ultimi cinque anni». Gli investimenti dichiarati in ricerca e sviluppo sono il 2-3% dei ricavi all’anno, il piano industriale 2021-2023 procede su due linee: «la digitalizzazione, per rendere più veloci i processi» con la fabbrica intelligente e l’Internet delle cose; e la sostenibilità, «l’obiettivo è raggiungere la carbon neutrality con i nostri stabilimenti nel 2030 e nel 2040, in anticipo sull’accordo di Parigi». Un punto di forza è il distretto: «Essere nella Steel Valley ci dà economie di scala, vantaggi con i fornitori e personale qualificato. Bisogna proseguire nella politica dei distretti».

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Il codice Aidaf

Sulla crescita per linee esterne Da Ros è cauta, ma non la esclude. «Le aggregazioni sono importanti, ma non sono passeggiate. Ci stiamo ragionando». Quanto al debutto in Borsa, «è una strada», per ora non all’orizzonte benché il programma Elite sia diretto anche a quello: «Elite è stato utile per capire dove possiamo migliorare». Irinox ha adottato il Codif, Codice di autodisciplina delle non quotate a controllo familiare, promosso dall’Aidaf. Dietro c’è una convinzione: «Le aziende familiari hanno una logica diversa con le seconde generazioni, non solo finanziaria ma anche sociale e ambientale. Sono grandi collanti della società». Da potenziare, con più donne e indipendenti nelle sale di comando.

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Source

“https://www.corriere.it/economia/aziende/21_settembre_27/katia-ros-irinox-lady-freddo-piu-donne-vertici-la-ripresa-e4d739cc-1f5d-11ec-b908-b44816b61f2f.shtml”
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